BBC – Africa news – The top-hitting Africa story of 15 July
Hi everybody! I’m just writing to tell you that my Niger migrants project has been
published on the BBC website. http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/8141356.stm
Let’s hope that it will contribute to a more balanced vision of the problems of immigration.
Alfredo.

Niger Ð Agadez. 6th April 2009. After a wait of over 8 hours in the full glare of the sun the order to move has finally arrived. The soldiers use remote-controlled planes to ensure that the area is free of bandits or rebels and in the meantime, together with the police, they check the trucks and their passengers. This precaution was not sufficient to prevent an ambush the day after departure. Four trucks, officially transporting cigarettes, were assaulted and robbed. Fortunately no passenger trucks were involved in the episode. The convoy of 6th April counted about 47 trucks, of which at least 25 were carrying an average of a 130 to a 150 migrants. Many of these, once they reach Dirkou, will attempt the Lybia route
Exodus 2009
Cari amici, vi scrivo per segnalarvi che oggi in abbinamento al Corriere della Sera nell’inserto Corriere della Sera Magazine” sono stati pubblicati testi ed immagini del mio ultimo lavoro in Niger. ll Magazine rimarrà in edicola fino a Giovedì prossimo.
Ad una settimana esatta dall’approvazione in Senato del disegno di legge che introduce tra le nuove norme, il reato di immigrazione clandestina, si torna a parlare di emigranti.
Non vi segnalo la pubblicazione perché voglia in qualche modo forzare dei commenti sul mio lavoro. Mi piacerebbe invece ci fosse una riflessione su come attraverso la creazione di una paura, si possa creare un consenso popolare che renda possibile l’approvazione di un testo legislativo che, citando un editoriale di Federico Grosso (La Stampa): “Appare ai tecnici del diritto, un “manifesto” privo di logica ed utilità, se non addirittura una novità foriera di danni per l’esercizio della giustizia”. Aggiungo che a mio parere ci sarebbero da sollevare dubbi sulla costituzionalità di un provvedimento che ha una essenza discriminatoria nei confronti di altre persone, ma il governo ci ha abituati a testi di legge ed azioni in apparente o reale contrasto con la costituzione.
Trovo tutto ciò pericoloso e spero che il lavoro sui migranti faccia riflettere se davvero il problema per l’Italia oggi, possano essere qualche decina di migliaia di clandestini l’anno. Migranti che dopo aver fatto enormi sacrifici, attraversano deserti e mari, mettendo a repentaglio la loro vita e la sopravvivenza delle proprie famiglie rimaste in Africa ad attendere le rimesse.
Per avere un ulteriore punto di vista su questo tema, vi invito a vedere stasera su Rai 3 alle 23.40 “Come un uomo sulla terra”. Un documentario del regista Andrea Segre, che racconta in presa diretta alcune testimonianze di migranti.
Concludo con uno stralcio del testo che scrissi per presentare un avvenimento culturale al quale sono stato invitato a partecipare, “Pistoia i colori dell’esilio oggi.” Patrocinato della Regione Toscana, dalla Provincia e del Comune di Pistoia, da settembre ad ottobre 2009, l’evento cercherà di illustrare ai cittadini il concetto di multiculturalità visto da un’altra angolazione rispetto a quella cui siamo abituati.
“Complice la paura alimentata talvolta dall’ideologia xenofoba, il nostro paese sembra incapace di reagire e gestire soprattutto, una situazione che avrebbe invece opportunità positive. Le più importanti società della nostra epoca si sono sviluppate grazie alla multiculturalità. I pensieri culturali più profondi sono nati sempre dallo scambio d’idee e da riflessioni di persone spesso di diversa provenienza. Persino il nostro paese, nel passato dei nostri nonni e genitori, ha contribuito a fare grandi nazioni che per fortuna continuano, nonostante tutto, a mostrarci il concetto di multiculturalità e pluralismo. Non dimentichiamolo. Non esilamoci”!

Deserto del Tenere. Lat: 18, 9961 - Lon: 12, 8932 - Camion provenienti dalla Libia usati per i rimpatri. Tutti i camion provenienti dalla Libia si fermano a Dirkou. Appena a Dirkou sono informati che partirà un convoglio da Agadez per la loro oasi, fanno partire a loro volta un convoglio di rimpatriati che s’incrocerà con l'altro, in un tragicomico scambio di posizioni. Questo per evitare fenomeni di sovraffollamento nell'oasi di Dirkou. Nel mese di Aprile 2009 con circa 8000 migranti, l'oasi era vicina al livello massimo di accoglienza.
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